Chiesa

Auto Added by WPeMatico

Chiesa, In primo piano, Vita Diocesana

Don Pino Angotti vicario giudiziale aggiunto del Tribunale ecclesiastico interdiocesano calabro di Appello

Giovedì 11 giugno, nei locali del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro di Appello, si è svolta la cerimonia di insediamento del nuovo Vicario Giudiziale, don Marcello Froiio, appartenente alla nostra Arcidiocesi, e del Vicario Giudiziale Aggiunto, don Giuseppe Angotti, della Diocesi di Lamezia Terme. Alla presenza di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Claudio Maniago, Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace e Moderatore del Tribunale, don Marcello Froiio e don Giuseppe Angotti hanno emesso la professione di fede e prestato il giuramento di fedeltà, secondo quanto previsto dal can. 833, n. 5°, del Codice di Diritto Canonico. Erano presenti alla cerimonia anche Mons. Vincenzo Varone, della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro, insieme ai notai del Tribunale. Prima del rito, Mons. Maniago ha rivolto ai presenti un breve saluto, sottolineando come l’attività del Tribunale ecclesiastico costituisca una vera forma di cura pastorale nei confronti delle persone che hanno vissuto situazioni matrimoniali difficili. L’Arcivescovo ha richiamato la necessità di coniugare competenza professionale, attenzione ecclesiale e carità, ricordando che il Codice di Diritto Canonico non può essere separato dal Vangelo, del quale intende tradurre lo spirito nella vita concreta della Chiesa. Il servizio della giustizia ecclesiastica, ha evidenziato, è orientato alla ricerca della verità sui vincoli matrimoniali e, nello stesso tempo, al bene e alla salvezza delle persone, affinché ciascuno possa vivere con consapevolezza e pienezza la propria vocazione cristiana. La nomina di don Marcello Froiio a Vicario Giudiziale e di don Giuseppe Angotti a Vicario Giudiziale Aggiunto rappresenta un significativo riconoscimento delle loro competenze giuridiche, dell’esperienza pastorale maturata e del servizio offerto alla comunità ecclesiale. Il Vicario Giudiziale ha il compito di guidare e coordinare l’attività del Tribunale, assicurando il corretto svolgimento dei procedimenti canonici, in particolare delle cause matrimoniali. Il Vicario Giudiziale Aggiunto collabora con lui nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e può sostituirlo nei casi previsti dal diritto. Il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro di Appello svolge un prezioso servizio a favore delle Chiese particolari della Calabria, ponendosi al servizio della verità, della giustizia e della cura pastorale delle persone, ha competenza di secondo grado su tutte le cause di nullità matrimoniale e sui contenziosi canonici trattati in primo grado dal Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Calabro. A don Marcello Froiio e a don Giuseppe Angotti giungano gli auguri di un fecondo ministero, affinché possano svolgere il nuovo incarico con sapienza, equilibrio e autentico spirito di servizio ecclesiale. Comunicato stampa Arcidiocesi di Catanzaro   The post Don Pino Angotti vicario giudiziale aggiunto del Tribunale ecclesiastico interdiocesano calabro di Appello first appeared on Lamezia Nuova.

Chiesa, In primo piano, Vita Diocesana

Il Cardinale António Augusto dos Santos Marto in visita a Soveria Mannelli

Soveria Mannelli si prepara alla visita del Cardinale António Augusto dos Santos Marto, già Vescovo di Leiria-Fátima, in Portogallo. Il porporato sarà in città dal 22 al 25 giugno 2026, nei giorni legati alla Solennità di San Giovanni Battista, patrono primo e principale di Soveria Mannelli. La visita assume un valore particolarmente significativo per la storia recente della comunità soveritana. Il Cardinale Marto è infatti una figura centrale nel percorso che ha legato Soveria Mannelli al grande santuario portoghese: nella cittadina calabrese sorge l’unico Santuario regionale dedicato alla Madonna di Fatima, affiliato al Santuario di Fatima proprio per volontà del Cardinale. Fu inoltre il Cardinale Marto a donare al Santuario di Soveria Mannelli la copia autentica della statua della Madonna venerata nella Cappella delle Apparizioni. La statua, giunta a Soveria nel 2018, è stata incoronata da Papa Francesco in Piazza San Pietro il 25 aprile dello stesso anno. Quel gesto ha dato inizio nella cittadina alla devozione specifica alla Madonna di Fatima, innestandosi su una tradizione mariana già viva e radicata nella comunità soveritana. Il momento centrale della visita sarà martedì 23 giugno, con il conferimento al Cardinale Marto del Premio San Giovannino 2026. Il riconoscimento, istituito dall’Arcipretura di Soveria Mannelli, viene assegnato a personalità del mondo civile, religioso, culturale e sociale che si siano distinte come testimoni di giustizia e verità, secondo il riferimento ideale alla figura di San Giovanni Battista. Nel corso degli anni il San Giovannino si è affermato come un appuntamento capace di mettere in relazione il messaggio religioso della festa patronale con i temi della responsabilità pubblica, della legalità, della giustizia sociale, dell’evangelizzazione e dell’impegno per il bene comune. Il premio non ha soltanto un valore celebrativo, ma richiama l’attenzione su percorsi personali e istituzionali segnati da coraggio, coerenza e servizio. Tra le personalità insignite nelle precedenti edizioni figurano Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano; il testimone di giustizia Giuseppe Saffioti; il Cardinale Miguel Ángel Ayuso Guixot; Mons. Giancarlo Bregantini; Giuseppe Antoci, già presidente del Parco dei Nebrodi; don Marco Yaroslav Semehen, rettore della parrocchia ucraina di Roma, e diversi altri protagonisti del mondo ecclesiale, civile e sociale. L’assegnazione del San Giovannino al Cardinale Marto riconosce il suo profilo di pastore legato alla storia recente di Fatima, il suo contributo alla vita della Chiesa contemporanea e la sua attenzione a temi centrali del dibattito ecclesiale e sociale: la pace, la dignità della persona, i giovani, la solidarietà, il dialogo, la cura dei più fragili. A Soveria Mannelli il riconoscimento assume anche un significato ulteriore, perché viene conferito a colui che ha contribuito in modo concreto alla crescita del Santuario Nostra Signora di Fatima. António Augusto dos Santos Marto è nato il 5 maggio 1947 a Chaves, in Portogallo, ed è stato ordinato sacerdote a Roma nel 1971. Dopo l’attività di docente e formatore, è stato nominato Vescovo ausiliare di Braga nel 2000, quindi Vescovo di Viseu e, dal 2006, Vescovo di Leiria-Fátima. Nel corso del suo ministero ha accolto al Santuario di Fatima Benedetto XVI nel 2010 e Papa Francesco nel 2017, in occasione del centenario delle apparizioni. Papa Francesco lo ha creato Cardinale nel giugno 2018. Dal gennaio 2022 è Vescovo emerito di Leiria-Fátima. La visita a Soveria Mannelli si articolerà in diversi momenti pubblici e istituzionali: l’incontro con la realtà ospedaliera, con il mondo degli imprenditori, con cittadini e con le varie realtà che compongono la comunità, la preghiera per la pace con i giovani, la celebrazione del San Giovannino e, soprattutto, le celebrazioni in onore del Patrono San Giovanni Battista.   PROGRAMMA DELLA VISITA Lunedì 22 giugno Ore 10.30 Visita e Santa Messa presieduta da S.E. il Cardinale Marto presso la Cappella dell’Ospedale Civile di Soveria Mannelli. Ore 18.00 Accoglienza in Piazza dei Mille di Sua Eminenza il Signor Cardinale António Augusto dos Santos Marto, già Vescovo di Leiria-Fátima, con saluti istituzionali. Ore 18.30 Preghiera per la pace con i ragazzi e i giovani nella Chiesa di San Giovanni. Martedì 23 giugno Cerimonia del San Giovannino 2026 Ore 11.30 Santa Messa presieduta da S.E. il Cardinale Marto nella Chiesa di San Giovanni, con amministrazione della Santa Cresima ad alcuni ragazzi. Ore 18.00 Accoglienza delle autorità nella Chiesa di San Giovanni. Ore 18.30 Primi Vespri di San Giovanni Battista e Cerimonia del San Giovannino 2026 nella Chiesa di San Giovanni. A margine della celebrazione, il mondo dell’imprenditoria e del lavoro incontrerà il Cardinale per un breve momento di saluto. Mercoledì 24 giugno Solennità di San Giovanni Battista, Patrono primo e principale di Soveria Mannelli Ore 11.30 Santa Messa solenne presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Marto, con offerta del cero votivo da parte dell’Amministrazione Comunale di Soveria Mannelli, nella Chiesa di San Giovanni. Ore 19.30 Santa Messa solenne presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Marto al Santuario Nostra Signora di Fatima e benedizione della targa commemorativa della visita. Giovedì 25 giugno Ore 11.00 Cerimonia di congedo presso il Palazzo del Municipio. The post Il Cardinale António Augusto dos Santos Marto in visita a Soveria Mannelli first appeared on Lamezia Nuova.

Chiesa, In primo piano, La Parola del Vescovo, Vita Diocesana

La fraternità al centro della giornata regionale del Clero calabrese

Un momento di fraternità, quello vissuta dal Clero calabrese oggi a Lamezia Terme in occasione della giornata regionale del Clero calabrese. Nell’introdurre il momento, ospitato nel complesso interparrocchiale San Benedetto, monsignor Stefano Rega, delegato Cec per la commissione presbiterale regionale, ha ricordato alcuni passaggi del messaggio che papa Leone ha inviato ai sacerdoti in occasione della giornata per la santificazione sacerdotale, in cui ha sollecitato a vivere in fraternità, e che è stata centrale nella lectio dell’abate di Montecassino, Dom Fallica su “Inviati a due a due: lo stile fraterno dell’annuncio”, partendo dal brano del Vangelo di Luca 10,1-12. In particolare, monsignor Rega ha ricordato che papa Leone ha invitato ad avere “una relazione con Dio che non ci allontani dagli uomini, ma ci renda prossimi per tutti, che plasmi cuori pazienti, teneri, capaci di vicinanza, di compassione e di ascolto. Così, per mezzo dell’unione del nostro cuore imperfetto con il Cuore trafitto di Gesù, si realizza il nostro cammino di santità. Non viviamo più noi, ma vive in noi Cristo (cfr Gal 2,20). Una santità così non si vive da soli. Abbiate cura della fraternità presbiterale: cercatevi, ascoltatevi, sostenetevi. Il sacerdote che si isola, lentamente si spegne; il sacerdote che cammina con i fratelli cresce”. Da qui l’invito ad avere “cura della fraternità presbiterale: cercatevi, ascoltatevi, sostenetevi. Il sacerdote che si isola, lentamente si spegne; il sacerdote che cammina con i fratelli cresce”. Fraternità presbiterale che, ha ricordato monsignor Rega, come scritto da papa Leone nella lettera apostolica “Una fedeltà che genera futuro”, deve essere considerata “come elemento costitutivo dell’identità dei ministri, non solo come un ideale o uno slogan, ma come un aspetto su cui impegnarsi con rinnovato vigore. La cura reciproca, in particolare l’attenzione verso i confratelli più soli e isolati, nonché quelli infermi e anziani, non può essere considerata meno importante di quella nei confronti del popolo che ci è affidato”. Un invito a “camminare a due a due”, partendo dal brano del Vangelo di Luca, è stato fatto da Dom Fallica che, tra le altre cose, nella sua Lectio, ha ricordato che vivere così il ministero “educa ed introduce in quella spiritualità e relazione interpersonale vissuta del Vangelo comunicato ed accolto. Essere inviati a due a due scrive la fraternità e la qualità delle relazioni” in quanto “vivere un’autentica fraternità ci deve rendere solidali con gli altri. Le afflizioni che pesano sulla nostra vita sono tante. Prendersi cura degli altri è anche un prendersi cura di sé”. Per Dom Fallica, infatti, è proprio in questo che sta la “logica del dono” e vivere in essa “è nella prospettiva e capacità effettiva di ricevere. Sapere vivere le relazioni nelle dimensioni della gratuità e della reciprocità. Abbiamo bisogni di grembi della reciprocità che non ci devono chiudere ma aprirci sia nella relazione con Dio, che nelle relazioni fraterne. Il testo di Luca – ha aggiunto Dom Fallica – sottolinea l’importanza di saper articolare bene il cammino e la sosta nella casa. Dobbiamo avere anche questa sapienza che Luca ci ricorda di vivere nelle case in cui sostare e dimorare rende la realtà evangelica. Non sempre – ha concluso – è facile armonizzare calore familiare e calore domestico: una casa troppo aperta rischia di non essere più una casa, al contrario una comunità molto chiusa rischia di chiudersi dimenticandosi di chi rimane fuori. Probabilmente non esiste una misura uguale per tutte le situazioni, ma le due cose vanno bene quando vivono insieme e non quando una prevale sull’altra”.   Nel portare i saluti della Diocesi di Lamezia Terme, che ha ospitato questo momento di riflessione e preghiera, il vescovo, monsignor Serafino Parisi, che ha fortemente voluto il completamento dell’auditorium del complesso interparrocchiale San Benedetto che sta diventando sempre più centro di convegnistica regionale, ha ringraziato quanti “hanno contribuito per questo momento di fraternità e di vita comunitaria” in linea con l’invito di papa Leone “a rendere operativo il mistero dell’unità che è il progetto di Dio perché in quanto testimonianza, pur dentro le differenze, pur dentro le specificità, pur dentro i particolarismi, pur dentro le nostre fisime mentali, è la testimonianza della verità che ci rende credibili di fronte alla storia. Quella vera. Una fraternità ed unità che è sacramentale che supera le nostre inezie, le nostre piccolezze, le supera perché noi siamo fondati dentro questa unità che è rivelazione stessa della vita intima di Dio che è mistero di comunione, mistero di unità”. Nel concludere l’incontro, il presidente della Cec, monsignor Fortunato Morrone, ha ringraziato quanti si sono impegnati per questa giornata che “è stata un dono di Dio”, nel corso della quale ha visto “la passione dell’essere presbiteri. Ringrazio l’abate – ha aggiunto – per averci dato la speranza. A volte non riusciamo e vedere il bello che c’è nel cuore degli altri, ma è dono perché è l’esplicazione del volto di Gesù che è nel cuore degli altri. Aiutiamoci vicendevolmente. Il vangelo è la fraternità ed è questo Vangelo che dobbiamo portare nelle nostre comunità. Ci dobbiamo confortare, dandoci forza e coraggio. Al termine della Lectio, nella chiesa San Benedetto, si è svolta l’adorazione eucaristica comunitaria. La giornata si è conclusa con un’agape fraterna   Saveria Maria Gigliotti The post La fraternità al centro della giornata regionale del Clero calabrese first appeared on Lamezia Nuova.

Chiesa, In primo piano, La Parola del Vescovo

Il Codex Purpureus Rossanensis nella critica testuale del Nuovo Testamento

Il ruolo del Codex Purpureus Rossanensis nella critica testuale del Nuovo Testamento e la diffusione del testo greco dei vangeli in Calabria a partire dal VI secolo d.C.. Questo il filo conduttore della riflessione biblica che il vescovo, monsignor Serafino Parisi, ha fatto ieri in occasione dello “sfoglio” del Codex Purpureus di Rossano insieme ad una spiegazione iconografica, liturgica e teologica delle due scene della comunione degli apostoli al pane e al calice “consegnati” da Gesù, altare, agnello e sacerdote, colui che offre, viene offerto e che distribuisce il dono. All’incontro, che si è svolto nella suggestiva cornice del centro storico di Rossano e che ha rappresentato un momento di altissimo valore simbolico, storico e spirituale, erano presenti, tra gli altri, i Vescovi calabresi ed autorità civili e militari. L’evento “sfogliando il Codex”, infatti, si è inserito all’interno della sessione estiva della Cec ospitata quest’anno dall’Arcidiocesi di Rossano-Cariati. Dell’antico evangelario greco miniato del VI secolo, riconosciuto Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco, opera d’arte sospesa nel tempo, si è potuto ammirare la miniatura della “Comunione degli apostoli” quale segno di Comunione, fraternità e condivisione, sentimenti che animano gli stessi lavori della Cec con il richiamo evocativo dei 12 apostoli come sono i 12 vescovi calabresi che, accompagnati dall’arcivescovo di Rossano, monsignor Maurizio Aloise, sono stati accolti nel chiostro dal direttore del museo e vicario generale, don Pino Straface, e dal sindaco di Corigliano, Rossano Flavio Stasi, che ha portato ai vescovi il saluto della città, felice di poterli ospitare. La miniatura scelta è stata illustrata nella sala del Codex dalla vice direttrice del museo, Cecilia Perri, che ha anche spiegato la genesi del Codex, la sua storia e il percorso seguito per diventare patrimonio Unesco. All’illustrazione storico artistica è seguita la riflessione biblica di monsignor Parisi ed a sfogliare materialmente le pagine color porpora del Codex sono stati i tre vescovi metropolitani, monsignor Fortunato Morrone (Reggio Calabria-Bova), monsignor Giovanni (Cosenza-Bisignano) e monsignor Claudio Maniago (Catanzaro – Squillace). I presenti hanno potuto ammirare da vicino una delle straordinarie miniature del manoscritto, capaci di fondere in un unico sguardo la sacralità del testo evangelico, la raffinatezza dell’arte bizantina e la secolare tradizione di fede che caratterizza la terra calabra. Le miniature e la storia stessa del Codex hanno suscitato interesse e riflessione nei vescovi che hanno manifestato attenzione ed emozione dinanzi al messaggio immortale che porta con sé la Parola. Un momento di profonda comunione e bellezza, capace di unire la memoria storica alla programmazione pastorale delle nostre diocesi. Il momento, ha segnato il primo giorno di lavori della sessione estiva dei Vescovi, uniti in un clima di confronto, preghiera e sinodalità. Saveria Maria Gigliotti The post Il Codex Purpureus Rossanensis nella critica testuale del Nuovo Testamento first appeared on Lamezia Nuova.

Chiesa, In primo piano, Mons. Vittorio Moietta, Vita Diocesana

Causa beatificazione mons. Moietta; incontro in Dicastero per Vescovo e Postulatore

Prosegue, secondo quelli che sono i tempi canonici, l’iter per la Beatificazione del Servo di Dio, Mons. Vittorio Moietta, la cui tomba nella Cattedrale di Lamezia Terme è meta di numerose visite da parte di tanti fedeli che, spesso, lasciano anche loro pensieri e richieste nell’urna allocata davanti al luogo in cui è sepolto e si soffermano in preghiera. Nei giorni scorsi, infatti, il Vescovo, Mons. Serafino Parisi, insieme al Postulatore, don Marco Mastroianni, si sono recati al Dicastero delle Cause dei Santi, dove hanno avuto un proficuo colloquio con il Prefetto dello stesso Dicastero, il Cardinale Marcello Semeraro, nel corso del quale sono stati aggiornati sull’iter della Causa in corso. Un momento di confronto al quale, nella stessa giornata, è seguito un incontro con Mons. Maurizio Tagliaferri, il relatore assegnato dallo stesso Dicastero alla Causa di Beatificazione di questo Vescovo che ha lasciato un indelebile ricordo nella Diocesi di Lamezia Terme, nonostante il suo breve episcopato. Un pastore che, come ha spesso sottolineato don Marco Mastroianni “si è distinto per la capacità, largamente riconosciutagli, di essere un uomo di dialogo, sinceramente animato dallo zelo per le anime e da una fattiva carità, sostenuta dalla profetica ribellione di chi sente il dovere di impegnarsi per la realizzazione di un mondo più vicino alla creazione di Dio”. Continua, dunque, il lavoro affidato alla Postulazione nella fase romana della Causa, in attesa del completamento della Positio.   Saveria Maria Gigliotti The post Causa beatificazione mons. Moietta; incontro in Dicastero per Vescovo e Postulatore first appeared on Lamezia Nuova.

Chiesa, In primo piano, Vita Diocesana

Monsignor Mario Milano è tornato alla Casa del Padre

Il Vescovo, monsignor Serafino Parisi, insieme a tutta la Chiesa lametina , in questo giorno di Pentecoste, si unisce in preghiera per il ritorno alla Casa del Padre di monsignor Mario Milano già Vicario generale della Diocesi ed arcivescovo emerito di Aversa. Uomo di preghiera, anche nei momenti della sua sofferenza che ha segnato questi ultimi anni della sua vita, non ha mai fatto mancare la sua vicinanza alla Chiesa di Lamezia. Il Signore lo ricompenserà per il suo lungo e intenso servizio nella Chiesa: in quella lametina e in quella italiana e, dunque, universale. Ci stringiamo come Chiesa diocesana ai suoi familiari e, in attesa di conoscere l’orario e il giorno delle esequie, lo presentiamo oranti al Signore della vita. The post Monsignor Mario Milano è tornato alla Casa del Padre first appeared on Lamezia Nuova.

Attualità, Chiesa, In primo piano, La Parola del Vescovo, Vita Diocesana

Concluso XXVII Convegno Nazionale di Pastorale della Salute della Cei

Il dialogo conclusivo con il direttore nazionale dell’Ufficio di Pastorale della salute della Cei, don Massimo Angelelli, nel corso del quale è stata richiamata “la dimensione pastorale della cura quale espressione concreta di una Chiesa chiamata a essere prossima, accogliente e corresponsabile accanto alle persone che vivono situazioni di fragilità e sofferenza”, giovedì 21 maggio ha concluso a Falerna “Scoperchiarono il tetto” il XXVII Convegno nazionale organizzato, per la prima volta in Calabria, dallo stesso Ufficio della Cei. Un momento di condivisione di esperienze, ma anche di approfondimento di tematiche legate al mondo della Salute, che ha coinvolto esperti ed amministratori regionali e nazionali in quello che è stato un confronto a 360 gradi sul tema del convegno che si è ispirato al brano del Vangelo nel quale si parla del paralitico guarito da Gesù “per riflettere sulle dimensioni comunitarie, ecclesiali e civili, della cura e sul ruolo che l’attenzione pastorale può suscitare nel mondo della salute”. La Celebrazione eucaristica, presieduta dal Vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, e preceduta da una visita al Museo Diocesano, ha segnato il momento conclusivo del Convegno, affidando al Signore il cammino condiviso nelle giornate dei lavori e “rinnovando l’impegno a tradurre quanto vissuto in azioni concrete di cura, servizio e attenzione verso le comunità”. Monsignor Parisi, nella sua omelia, ha sottolineato che “la condizione con la quale si arriva a bussare al mondo della sanità, è una condizione di debolezza e la debolezza, la fragilItà, per noi, è costitutiva perché parte della nostra creaturalità. E, dentro questa costitutiva fragilità e debolezza, noi crediamo, urliamo, quasi in modo aggiuntivo la necessità di essere confermati nella nostra dignità”. Partendo dal titolo del convegno, il Vescovo di Lamezia Terme ha evidenziato che, “una volta scoperchiato il tetto, e messo il paralitico davanti a Gesù, Gesù non ha chiesto che assicurazione avesse” rimarcando che oggi a “volte, c’è una distorsione dentro la concezione ormai di una sanità che passa per una sanità pubblica, ma che in realtà ragiona con i criteri del profitto del privato”. Di contra, per il cristiano “la beatitudine viene dalla logica del dono. Questo – ha aggiunto – è il grande imperativo che a noi è stato consegnato per lavorare e soccorrere, così, i deboli. Credo che questo sia un modello pastorale, ma anche pratico, concreto, per impostare il lavoro nei confronti di coloro che hanno bisogno delle cure”. Per monsignor Parisi, infatti, la cura non è soltanto “una cura della malattia che fa parte del dinamismo, del lavoro” ma è, soprattutto, “un prendersi cura della persona. Questa distinzione – ha detto al riguardo – , non solo tra malattia e persona, ma tra cura e prendersi cura, dobbiamo farla diventare profezia perché prendersi cura vuol dire dirsi responsabili, dichiararsi responsabili ed impegnarsi nella responsabilità al presente e all’avvenire di quella persona umana: io curo la malattia e mi prendo cura della vita, della storia, che non è soltanto anamnesi, ma è anche prospettiva futura di quella persona che viene”. Nel concludere, il Vescovo, che ha ricordato l’istituzione della “giornata diocesana con le persone con disabilità”, insieme all’esperienza dell’ambulatorio solidale ospitato nella Cittadella della carità che “in tre anni ha superato le seimila visite di persone che hanno avuto il primo accesso ad una cura sanitaria dopo 60 anni di vita” giungendo a Lamezia Terme anche da fuori provincia, ha invitato a “considerare la professione, il lavoro, il servizio dentro il mondo sanitario senza che vengano incentivate le fughe. Noi, qui, in terra di Calabria – ha concluso – lo sappiamo benissimo: pur avendo professionisti eccellenti ed esportato professionalità altrove, qui, anche quando c’è il medico bravo o quello super, a volte abbiamo come una sfiducia per cui andare dal Lazio in su è come un conforto aggiuntivo a cose che magari anche qui dovrebbero e potrebbero esserci. Questa non è denuncia, ma profezia e nasce, purtroppo, dalla descrizione di una condizione che è una condizione strutturale della nostra terra. Ecco perché dico che chi serve ha un privilegio perché si prende cura della carne stessa di Cristo”. https://www.sicurezzainanestesia.it/actor/paolo-pelosi/ Prima della celebrazione della Santa Messa, don Marco Mastroianni, postulatore della fase romana della causa di beatificazione del Servo di Dio, monsignor Vittorio Moietta, ha brevemente delineato la figura del Vescovo che, sepolto per sua espressa volontà in Cattedrale, ha lasciato una traccia indelebile nella storia della Chiesa Lametina e non.           Saveria Maria Gigliotti The post Concluso XXVII Convegno Nazionale di Pastorale della Salute della Cei first appeared on Lamezia Nuova.

Chiesa, In primo piano, Vita Diocesana

Con “comunicare la sanità” ha preso il via il XXVII Convegno nazionale di Pastorale della Salute della Cei

Con la sessione tematica sulla comunicazione organizzata in collaborazione con l’ordine dei giornalisti della Calabria (Comunicare la sanità: aspetti deontologici e rispetto per chi soffre), ha preso il via a Falerna “Scoperchiarono il tetto”, il XXVII convegno nazionale di pastorale della Salute della Cei che, per la prima volta, si svolge in Calabria. Nel salutare i presenti, Gianni Cervellera, coordinatore scientifico del convegno, ha ricordato che l’appuntamento, che ha varie sessioni tematiche, “si ispira al racconto del paralitico guarito per riflettere sulle dimensioni comunitarie, ecclesiali e civili, della cura e sul ruolo che l’attenzione pastorale può suscitare nel mondo della salute. Per la prima volta – ha aggiunto – siamo in Calabria, a Falerna Marina nella Diocesi di Lamezia Terme. La scelta del luogo sta nella volontà, più che decennale, di dislocare l’evento alternando tra nord, centro e sud per favorire la partecipazione locale oltre che nazionale”. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, parlando degli aspetti deontologici nel comunicare la sanità, nel sollecitare i giornalisti “ad avere uno sguardo particolare sia per la persona che per il dolore, non dimenticando le famiglie”, ha sottolineato che “il malato non può mai diventare un numero. Questa – ha aggiunto – è una tendenza che, purtroppo, oggi nel mondo esiste ed alligna, non soltanto nella Sanità. Spesso non sappiamo discriminare bene l’importanza di una comunicazione che non sia negativa. È importante denunciare il fatto anche, ad esempio, che, spesso, chi non può curarsi perché non ha i soldi per pagarli, rinuncia alle cure ed ai controlli. La comunicazione, spesso, diventa la comunicazione del clamore. Programmi televisivi che diventano una piazza senza controllo, la negazione di ogni tipo di equilibrio e questo non aiuta ad individuare la verità dei fatti”. Nell’affrontare il tema “Comunicare la Sanità: rispetto ed accompagnamento”, don Enzo Gabrieli, consigliere dell’Odg Calabria e delegato regionale Fisc, tra le altre cose, ha evidenziato che “parlare di Sanità significa parlare della vita concreta delle persone, entrare nei luoghi nei quali l’uomo sperimenta insieme la propria fragilità e la propria dignità”, sollecitando a non farsi coinvolgere dal “vampirismo mediatico, cioè la tendenza a nutrirsi del dolore per ottenere visibilità, audience e profitto. In questo meccanismo – ha aggiunto – la sofferenza diventa spettacolo. Le tragedie vengono consumate rapidamente dall’opinione pubblica. Il dolore delle persone si trasforma in prodotto mediatico”. Saveria Maria Gigliotti, direttore dell’ufficio stampa del vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, delegato Cec alle comunicazioni sociali, nel portare i saluti del presule, fuori regione per impegni familiari, ha ricordato le sollecitazioni dello stesso a prendersi cura delle persone nella sua totalità sia per la malattia, che le sfinisce, sia per l’umanità. Ed in questo anche la comunicazione riveste una grande importanza. Nella sua relazione su “Comunicare la salute tra dimensione istituzionale e processi digitali”, il sociologo Massimiliano Padula, che ha accompagnato i presenti in un percorso anche di immagini per analizzare il “racconto” della malattia, è partito da quattro interrogativi (la salute e le malattia come sono considerate dalla società?; come sono state raccontate e rappresentate dai media?; nella rappresentazione mediale l’una prevale sull’altra?; la loro comunicazione umanizza o disumanizza le persone?) per poi evidenziare, tra le altre cose, che “il comportamento di malattia deriva dall’interpretazione dei sintomi fisici come segnali di una possibile minaccia per la salute. Tale interpretazione è influenzata da esperienze personali, dal contesto sociale e dai media, mentre alcune caratteristiche dei sintomi (ad esempio durata e gravità) determinano la ricerca di cure. Questo comportamento – ha aggiunto – avviene anche in assenza di patologie reali e determina comportamenti anomali di malattia, sostenuti dai vantaggi associati al ruolo del malato”.   Al termine dell’incontro, nel salutare i presenti, don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale di Pastorale della salute, ha parlato della “percezione che nel mondo della salute c’è una sensazione di grande solitudine dei curanti che va affrontata e condivisa perché sembra che nessuno apprezzi più il ruolo degli operatori sanitari. Tema esploso recentemente ed assolutamente inspiegabile”. ha aggiunto. Per don Massimo, “l’azione verso la cura è un’azione comunitaria, non è un’azione di delega e voi comunicatori avete un ruolo fondamentale: c’è bisogno di una nuova sinergia perché il tema della comunicazione è fondamentale. Mi sono stancato del gioco allo sfascio del servizio sanitario nazionale – ha concluso don Massimo – che è pieno di inefficienze, ma è anche vero che è un grande Ssn che non chiede né assicurazione né carta di credito al pronto soccorso. In altri Paesi non si può entrare se non hai la polizza assicurativa per poterti curare. E questo non dobbiamo dimenticarlo”. Da qui la sollecitazione a “partecipare ad una grande operazione di verità: lavorare sulle criticità, ma riconoscere anche che abbiamo un sistema che funziona”.   Link per scaricare il programma: www.convegnosalute.it The post Con “comunicare la sanità” ha preso il via il XXVII Convegno nazionale di Pastorale della Salute della Cei first appeared on Lamezia Nuova.

Attualità, Chiesa, In primo piano, Vita Diocesana

“Scoperchiarono il tetto”, a Falerna il XXVII Convegno Nazionale di Pastorale della Salute

“Per noi parlare di salute e di sanità in Calabria è ovviamente una sfida, ma è anche un segno di attenzione della Chiesa italiana che raccoglie pure la voce forte che si è levata da questi territori di protesta, di richiesta e di conferma”. Ad affermarlo, nel corso della conferenza stampa di presentazione del XXVII Convegno nazionale di Pastorale della salute, “Scoperchiarono il tetto”, che si terrà, per la prima volta in Calabria, a Falerna dal 18 al 21 maggio prossimi, è stato don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale di Pastorale della salute della Cei. “Quello che ci aspettiamo – ha aggiunto don Massimo – è di poterci confrontare su alcuni temi con grande serenità, senza mancare, però, l’occasione di dire quali sono sia le note negative, ma anche quelle positive e trasmettere un messaggio di prossimità e di vicinanza”. “Quando una persona affronta un problema di salute – ha evidenziato don Massimo – la cosa peggiore che le possa capitare è di affrontarla in solitudine. Invece, deve sapere che c’è una Chiesa presente, prossima ai sofferenti. Questo vogliamo testimoniarlo anche con una presenza fisica qui, in Calabria”, ricordando, nello stesso tempo, che “quando una persona affronta un problema di salute la cosa peggiore che le possa capitare è di affrontarla in solitudine. Invece, deve sapere che c’è una Chiesa presente, prossima ai sofferenti e questo vogliamo testimoniarlo anche con una presenza fisica qui, in Calabria”. Per don Massimo, inoltre, la presenza al convegno di esponenti nazionali, anche del mondo politico ed istituzionale, rappresenta “un grande segno di attenzione, ma soprattutto raccoglie tutti i linguaggi che sono intorno alla salute, come gli stili di vita, con un focus particolare sui giovani e siamo molto contenti di poter ospitare tre istituti superiori che verranno ad ascoltare una riflessione sugli stili di vita e il rapporto con l’alimentazione perché, ad esempio, sappiamo che i disturbi del comportamento alimentare della nutrizione è una grande emergenza per le giovani generazioni”. Nel portare i saluti del Vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, assente per impegni familiari, don Francesco Farina, direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale della salute, tra le altre cose, ha evidenziato che, “come ha ricordato don Massimo, non siamo soli. Nessuno di noi deve essere lasciato solo ad affrontare le sfide della salute, non soltanto quelle politiche, ma anche quelle umane perché solo insieme si possono vincere tutte quelle sfide che altrimenti porterebbero le persone sofferenti ad uno stato di abbandono e questo la Chiesa non può permetterselo”. Nella prima giornata del convegno, è prevista anche una sessione tematica organizzata insieme all’Ordine dei giornalisti della Calabria su “Comunicare la sanità: aspetti deontologici e rispetto per chi soffre” con il riconoscimento dei crediti formativi.   Saveria Maria Gigliotti Link per scaricare il programma: www.convegnosalute.it Link delle interviste: https://www.youtube.com/watch?v=6w7ej-X9lPc     The post “Scoperchiarono il tetto”, a Falerna il XXVII Convegno Nazionale di Pastorale della Salute first appeared on Lamezia Nuova.

Chiesa, In primo piano, La Parola del Vescovo, Vita Diocesana

Il Vescovo ha presieduto rito ammissione Catecumenato

“Vi auguro che la vostra vita possa essere segnata sempre e solo dall’amore, quell’amore che ci fa dire che io sono disposto a dare la mia vita per te, come ha fatto Dio con suo Figlio per la salvezza di tutti noi”. Così il Vescovo, monsignor Serafino Parisi, nel corso del rito dell’ammissione al Catecumenato di Maria Isabel, Pietrina, Samuele, Lucrezia, Ginevra, Stella e Martino svoltosi mercoledì sera nella rettoria di Santa Chiara dopo il “primo annuncio” durante il quale, accompagnati dal parroco e dai “garanti”, si sono avvicinati alla Chiesa Cattolica. Nel corso della sua riflessione, monsignor Parisi, che ha ricordato che Dio “non è un dio vendicativo, ma è misericordioso e non è un giudice” pronto a condannare se commettiamo qualche errore, ha ricordato ai presenti che il comandamento “nuovo” che Gesù fece ai discepoli nell’ultima cena, oggi, in un mondo dilaniato da guerre di ogni genere, deve essere punto centrale della vita di ciascuno: “Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi”. Appartenenti a diverse parrocchie della Diocesi (Immacolata in Amato; San Michele Arcangelo in Platania; San Giovanni Calabria e San Giuseppe Artigiano in Lamezia Terme) ciascuno con la propria storia e la propria esperienza, sono stati accolti dai fedeli con particolare commozione. Tanti i segni e la simbologia che hanno accompagnato i presenti in questo intenso momento di forte carica spirituale dalla presentazione all’ingresso in chiesa dove, dopo aver ricevuto il segno di croce sulla fronte da parte del Vescovo e sui sensi (orecchie, occhi, bocca, petto, spalle) da parte dei garanti/catechisti per “ascoltare la voce del Signore”, “per vedere lo splendore del volto di Dio”, “per rispondere alla Parola di Dio”, “perché Cristo abiti per mezzo della fede nei cuori” di ciascuno, “per sostenere il giogo soave di Cristo”, i catecumeni hanno percorso la navata, per giungere davanti all’altare dove è stata proclamata la Parola. Nel corso del rito a ciascun catecumeno è stata consegnata una copia del Vangelo che, come sottolineato da monsignor Parisi, è “la guida della nostra vita”. Quello di ieri, è stato il primo importante passo che questi catecumeni, dopo la fase di ricerca e maturazione, hanno fatto in questo cammino di conversione che, seguendo alcune tappe, li porterà a ricevere i Sacramenti. Da questo momento, quindi, come spiega Veronica Vaccaro, referente del settore per l’Ufficio catechistico diocesano, che, insieme ad Emanuela Cristiano ed a Caterina Muraca, ha aiutato in questo percorso sia i parroci che i catecumeni ed i loro garanti, “ciascuno continuerà il proprio percorso in parrocchia, dopo aver ricevuto qualche indicazione sui temi da affrontare, assistito dal parroco e dai catechisti, scegliendo man mano i tempi più adeguati per le altre tappe, potendo contare sulla collaborazione dell’ufficio catechistico, che ha in don Antonio Brando una guida fraterna e paterna, che non si sostituisce all’azione pastorale del parroco, ma è solo a disposizione qualora sia necessario un supporto”.   Saveria Maria Gigliotti The post Il Vescovo ha presieduto rito ammissione Catecumenato first appeared on Lamezia Nuova.

Torna in alto