Chiesa

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Il cordoglio del vescovo Parisi e della Diocesi per la morte della mamma di mons. Nostro

Il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, e l’intera Diocesi si uniscono in preghiera con il Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, per la morte della cara madre, Maria Bovi, affidando la sua anima nelle amorevoli braccia del Padre. A Monsignor Attilio e a tutti i suoi familiari giunga, in questo loro doloroso momento, il nostro corale abbraccio più affettuoso e la preghiera colma di speranza. The post Il cordoglio del vescovo Parisi e della Diocesi per la morte della mamma di mons. Nostro first appeared on Lamezia Nuova.

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Il cordoglio del Vescovo e della Chiesa di Lamezia per la morte di mons. Graziani

Il Vescovo, il Clero ed il popolo di Dio della Diocesi di Lamezia Terme, in questo triste momento, si uniscono spiritualmente all’Arcidiocesi di Crotone – S. Severina per il ritorno alla Casa del Padre dell’arcivescovo emerito, monsignor Domenico Graziani. Uomo di grande umanità e di solida cultura, intraprendente sul piano pastorale, formatore di numerosi sacerdoti, tra cui molti presbiteri del Clero di Lamezia, monsignor Graziani è stato un mite servitore della Chiesa ed instancabile Pastore. Il vescovo, monsignor Serafino Parisi, nel ricordare soprattutto la sua attenzione per la formazione culturale oltre che il suo slancio generoso, invita tutti a pregare per la sua anima benedetta. s.m.g. The post Il cordoglio del Vescovo e della Chiesa di Lamezia per la morte di mons. Graziani first appeared on Lamezia Nuova.

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Non considerare Musei, Archivi e Biblioteche Diocesani meri soggetti privati

  Consentire l’accesso ai finanziamenti e bandi pubblici anche alle realtà delle chiese diocesane, quali Musei, Archivi e Biblioteche, senza considerarle meri soggetti privati. Questa, in sintesi, la proposta che monsignor Serafino Parisi, Vescovo di Lamezia Terme e delegato alla Cultura, Comunicazioni Sociali ed ai Beni culturali della Conferenza episcopale calabra (Cec), ha lanciato al termine del convegno sui Musei diocesani ospitato nei giorni scorsi dall’Arcidiocesi di Rossano Cariati. In particolare, monsignor Parisi ha ricordato che i cosiddetti beni ecclesiastici sono un bene pubblico, ma custodito da soggetti privati e, considerato che l’87% dei beni culturali calabresi è della Chiesa, sarebbe fondamentale trasformare la percezione di soggetto privato della Chiesa diocesana: “Chiedo – ha detto al riguardo monsignor Parisi – che questa proposta possa essere rilanciata anche a livello regionale perché da questo incontro e da questo accordo di valorizzazione condiviso, ci possa essere anche una determinazione per un passo verso la crescita comune”. L’appuntamento di Rossano-Cariati, infatti, ha inteso promuovere esperienze concrete di rete, collaborazione e valorizzazione condivisa tra i musei diocesani e le altre istituzioni culturali. Ad aprire i lavori, i saluti l’Arcivescovo di Rossano Cariati, monsignor Maurizio Aloise, che ha sottolineato come la costruzione di una rete tra i musei diocesani, stabile, strutturata e capace di progettare in modo sinergico, “può rappresentare un motore di sviluppo culturale, sociale, globale. La realizzazione della rete – ha aggiunto – significa immaginare itinerari integrati e attività educative comuni, strategie comunicative coordinate, programmi di ricerca e di catalogazione condivisi. Ritengo che idee, sinergie e percorsi comuni siano in grado di arricchire non solo le nostre comunità, ma l’intero territorio calabrese”.   L’iniziativa, coordinata da Paolo Martino, direttore dell’Ufficio regionale beni culturali ecclesiastici della Cec e Cecilia Perri, storica dell’arte della Soprintendenza Abap di Cosenza e incaricata regionale settore Musei ufficio regionale beni culturali ecclesiastici della Cec, è stata patrocinata da: Amei (Associazione musei ecclesiastici italiani); direzione regionale Musei nazionali Calabria; Comune di Corigliano-Rossano; Rotary Distretto 2102 Rotary International. Hanno portato il loro saluto l’assessore del Comune di Corigliano Rossano, Francesco Madeo, e Dino De Marco, governatore distretto 2102 Rotary International, mentre in collegamento da remoto sono intervenuti: Giuseppe Maiorana, presidente della Rete museale e naturale Belicina, una realtà siciliana capace di mettere in rete 16 comuni e numerose strutture museali; Jacopo Magrini di Artsupp, il più grande portale dedicato alle istituzioni museali nato per riunire tutte le novità del mondo dell’arte e dei musei su un’unica piattaforma. Al termine dell’incontro, inoltre, è stato siglato un accordo tra i Direttori e responsabili dei Musei Diocesani di Calabria e i Direttori degli Uffici Beni Culturali delle Diocesi ed è stato redatto a cura del gruppo operativo di lavoro (Maria Teresa Casella, Elisa Cagnazzo, Paolo Francesco Emanuele, Lucia Lojacono, Cecilia Perri, Antonella Salatino). In particolare, l’accordo prevede azioni condivise per promuovere i Musei e le straordinarie bellezze storico artistiche che custodiscono e rappresenta un mirabile esempio di azione di promozione condivisa che va controcorrente e rivoluziona il dato di come in un paese come l’Italia con 42mila musei si compete molto, ma si collabora poco. L’auspicio è che la rete di valorizzazione dei Musei e gli accessi ai bandi regionali per archivi e biblioteche possano continuare a contribuire alla complessiva crescita culturale della Calabria di cui la Chiesa, negli anni, è stata protagonista. Saveria Maria Gigliotti The post Non considerare Musei, Archivi e Biblioteche Diocesani meri soggetti privati first appeared on Lamezia Nuova.

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Le voci di speranza dal Giubileo dei Giovani

Raccontare un’esperienza come il Giubileo dei Giovani non è certo cosa semplice. Questa settimana, infatti, è stata molto più che un susseguirsi di appuntamenti e incontri, di esperienze e momenti celebrativi. Per fuggire la trappola di riportare una lista di eventi abbiamo pensato di raccogliere dei piccoli frammenti dalla voce diretta dei giovani della nostra diocesi che, in modi diversi, hanno partecipato al Giubileo. A Roma, infatti, dal 28 luglio al 3 agosto, sono arrivati tanti gruppi di giovani provenienti dalle realtà della nostra Chiesa diocesana. C’erano i giovani di Azione Cattolica, gli Scout, i ragazzi del Movimento dei Focolari, il Cammino Neocatecumenale, i giovani di alcune realtà parrocchiali e quelli partiti con il gruppo della Pastorale Giovanile che ha scelto di condividere l’esperienza con la diocesi di Catanzaro-Squillace. Arrivati a Roma per strade diverse, ciascuno a ritmo del proprio passo, ci siamo ritrovati tutti nel cuore di quella folla immensa che il 2 e 3 agosto, a Tor Vergata, ha dato vita ad un coro di voci di speranza. “In fondo per noi il giubileo è stato questo: un cammino come nessun altro, in una città come nessun’altra, dove si uniscono sogni, speranze, gioie e dolori di un mare di persone, dove se cammini solo hai comunque un compagno al tuo fianco, dove il mondo è contemporaneamente minuscolo e immenso, dove tutto grida Unità”. (Mattia) Non c’è stata cosa più bella di vedere migliaia di giovani, ognuno con le proprie esperienze, i propri dubbi, le proprie paure, venire da tutto il mondo per unirsi e celebrare la bellezza della loro fede (Miriam), “confrontarci con persone di realtà diverse, ascoltare altre lingue, condividere canti e balli in uno spirito di accoglienza e festa” (Giovanna). È stata “l’opportunità di specchiarsi nell’altro, per vederci uno sguardo sincero e rassicurante” (Maddalena) per “sentirmi parte di una comunità locale ma globale che mi accoglie per com’ero, per come sono e per come sarò, senza confini” (Domenico). Parole che fanno eco a quelle che ci ha consegnato il cardinale Zuppi durante la professione di fede dei giovani italiani in piazza San Pietro: “È la mia e nostra casa, inadeguati e peccatori come siamo, ma famiglia universale, cattolica, dove tutti, tutti, tutti, siamo accolti come le braccia del colonnato ci stringono e ci definiscono. Sono braccia che la proteggono dal caos del mondo, per insegnarci avivere il Vangelo e per andare nel mondo pieni di speranza e di pace”. In questi giorni “ho capito cosa vuol dire fare parte di una comunità, conoscere persone nuove diverse da me. Vedere queste piangere e ridere e cantare, cantare tutti insieme” (Desiree), “ho realizzato un sogno, sono tornato a casa con il cuore colmo di gioia e consapevole che è bello essere cristiani” (Antonio). Molte altre parole sono custodite nei cuori di ciascuno di noi, tante si dischiuderanno con il tempo, alcune lasceranno tracce indelebili. Di certo ci portiamo addosso la bellezza delle relazioni che, come ci ha ricordato Papa Leone XIV, possono diventare davvero strumento per rinnovare il mondo: “Vogliatevi bene tra di voi! Volersi bene inCristo. Saper vedere Gesù negli altri. L’amicizia può veramente cambiare il mondo. L’amicizia è una strada verso la pace”. Rientrati a casa proviamo a camminare con gioia sulle orme del Salvatore, contagiare chi incontriamo sul nostro cammino con l’entusiasmo di cui siamo capaci e dare testimonianza della nostra fede (cfLeone XIV, saluto al termine della celebrazione Eucaristica). I giovani pellegrini di speranza The post Le voci di speranza dal Giubileo dei Giovani first appeared on Lamezia Nuova.

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“Aveva il cuore troppo grande ed ha amato profondamente la sua Chiesa e la sua gente, senza risparmiarsi mai”

“Sarebbe stato per primo proprio lui, don Gino, a volere che questo momento fosse vissuto non tanto come celebrazione delle sue opere, ma come incontro con Dio Padre”, come un’occasione per evangelizzare. Così monsignor Serafino Parisi, nella sua omelia durante i funerali del Vescovo emerito della Diocesi lametina, monsignor Luigi Antonio Cantafora, un uomo di Chiesa che, come sottolineato dallo stesso Pastore di Lamezia Terme “sapeva guardare oltre”, fidandosi “della parola di Dio: ha scommesso sulla Provvidenza – ha aggiunto monsignor Parisi – e alla fine ha vinto perché ha vinto la Provvidenza”. Un uomo, un sacerdote e un vescovo che ha sempre lavorato, con la testardaggine del pastore perché appassionato del Vangelo. Domenica, in una piazza Duomo a Crotone piena di fedeli, insieme alla rappresentanza del Clero di Crotone, c’erano anche molti sacerdoti lametini, per lo più giovani, che non hanno voluto far mancare il loro ultimo saluto a chi li ha seguiti con amore paterno durante il loro cammino sacerdotale. In questi anni in cui, dopo aver dato le dimissioni da Vescovo per sopraggiunti limiti di età, monsignor Cantafora era ritornato nella sua Diocesi di origine, Crotone, fedeli e sacerdoti lametini non gli hanno mai fatto mancare vicinanza ed affetto, specie durante la sua malattia.   “Don Gino – ha aggiunto monsignor Parisi – aveva un difetto cui vanno ricondotte alcune ‘aperture eccessive’: aveva il cuore troppo grande ed ha amato profondamente la sua Chiesa e la sua gente, senza risparmiarsi mai. Il suo servizio è stato lungimirante e profetico, là dove profezia non deve essere intesa come previsione del futuro, ma come lettura profonda del presente e servizio alla storia che lui ha svolto con lo slancio appassionato del Pastore”. Il Vescovo di Lamezia Terme, ricostruendo le fasi della vita di “don Gino”, ha poi ricordato l’incontro di monsignor Cantafora “con il cammino neocatecumenale che – ha detto – ha caratterizzato tutta la sua vita, perché ha ritenuto onestamente e sinceramente che attraverso questa forma di evangelizzazione, di incontro, si potessero avvicinare tante persone, e in particolare i lontani e i giovani. La sua grande ‘preoccupazione’ era costituita appunto dai giovani. Diceva, più volte, che forse la più alta forma di povertà era legata alla poca cura dei giovani e per questo si è dato molto da fare. Parole che restano come un testamento spirituale da custodire”. Ripercorrendo le letture della liturgia della parola della domenica, monsignor Parisi ha riletto l’esperienza di fede di Abramo come quella dell’uomo che ha sempre creduto in un Dio provvidente. E così è stato pure per monsignor Cantafora. Ha poi tratteggiato, sulla base della seconda lettura, le gioie e le sofferenze – soprattutto quelle gratuite – che non hanno condizionato il suo servizio alla Parola di Dio e al Kerygma, poiché aveva imparato ad associarle al mistero di Cristo, quali parti della missione stessa della Chiesa. E poi il Vangelo di Marta e Maria come impegno di ascolto contemplativo da integrare con la passione missionaria e lo slancio del servizio. Non sono mancati riferimenti personali di monsignor Parisi circa le visioni pastorali articolate nel presbiterio crotonese, vissute in contrapposizione, in modo appassionato e acceso, ma sempre con lealtà e spirito costruttivo. “Ringraziamo il Signore – ha concluso il Vescovo di Lamezia – per aver fatto attraversare le strade della nostra terra a una persona che, con fatica, ha inciso il terreno e vi ha seminato speranza. E noi oggi celebriamo il suo incontro con Dio: in piedi, con la veste bianca dei risorti, davanti al trono dell’Agnello”. Il rito funebre, in piazza Duomo a Crotone, è stato presieduto dal vescovo di Crotone, monsignor Alberto Torriani, alla presenza, tra gli altri, di: monsignor Antonio Staglianò, rettore della Basilica di Santa Maria in Montesanto e presidente della Pontificia Accademia Teologica; monsignor Fortunato Morrone, presidente della Cec e arcivescovo di Reggio Calabria; monsignor Leonardo Bonanno, vescovo emerito di San Marco Argentano-Scalea; monsignor Giancarlo Maria Bregantini, vescovo emerito di Campobasso; monsignor Vincenzo Calvosa, vescovo di Valle della Lucania. A portate l’ultimo saluto a monsignor Cantafora, insieme al prefetto di Crotone, Franca Ferraro, erano presenti, tra gli altri: il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce; il vicepresidente della Provincia di Crotone, Fabio Manica; il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone; il vicesindaco di Conflenti, Federico Gallo; il sindaco di Cutro, Antonio Ceraso.   Saveria Maria Gigliotti The post “Aveva il cuore troppo grande ed ha amato profondamente la sua Chiesa e la sua gente, senza risparmiarsi mai” first appeared on Lamezia Nuova.

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“Possiate consegnare il vostro tesoro che è Gesù Cristo che cambia le nostre esistenze”

“Vi auguro di poter davvero incontrare nello sguardo autentico il desiderio vero dell’umanità e, una volta conosciuta questa attesa del mondo, voi possiate consegnare il vostro tesoro che è Gesù Cristo che cambia le nostre esistenze”, non dimenticando che “il Signore da sempre nuove possibilità, Lui ci dà fiducia e siamo chiamati ad essere sempre, per sempre diaconi, servi di questo amore”. Questo l’augurio che il Vescovo, monsignor Serafino Parisi, ha rivolto ieri sera a Giuseppe Bernardini (parrocchia Santa Maria Goretti) ed Andrea Giovanni Cefalà (parrocchia Maria Santissima delle Grazie) nel giorno della loro ordinazione Diaconale avvenuta, tra l’altro, alla vigilia della festa dei Santi Patroni della Diocesi, i Santi Pietro e Paolo. Nella sua omelia, monsignor Parisi, che ha ripercorso anche alcuni tratti della vita di questi due santi, facendo riferimento alle letture del giorno, ha sottolineato che “Pietro e Paolo riescono a dare prova della efficacia della grazia che non si blocca in Gesù Cristo, ma attraverso di lui arriva a noi” come, ad esempio, “la stessa esistenza umana, culturale, religiosa di Paolo è stata ricucita totalmente dal dono della grazia e lui lo dirà, lo riconoscerà”. Da qui la sollecitazione a riflettere su “questo grande grande dono della grazia che non si blocca nemmeno di fronte o nei lacci della nostra umanità peccatrice. La grazia viene di per sé stessa, non è filtrata, per fortuna, dalla nostra insignificante umanità. Ed allora, lì nell’umanità fragile di Pietro e di Paolo – ha detto il Vescovo – si manifesta la grandezza di Dio, ad una condizione, che è l’augurio che voglio fare a Giuseppe ed Andrea Giovanni che devono diventare, con il diaconato, quindi, con la grazia del diaconato, esperti come lo sono stati nella loro umana inesperienza, entrando per la prima volta sulla scena di quel mondo che era in attesa di scene, di miracoli o di spiccioli concreti per poter mandare avanti e sbarcare il lunario. È in questo che bisogna diventare esperti: saper guardare nel cuore saper riconoscere l’attesa vera”. Quindi, facendo riferimento al racconto dell’incontro di Pietro e Giovanni all’ingresso nel tempio con uno storpio, monsignor Parisi, ha evidenziato che, “una volta riconosciuta la sua vera attesa, il suo vero desiderio, il primo refrigerio che hanno dato a questo storpio, era quello di dire non ti lasciamo solo, abbiamo considerazione di te. Ti stiamo guardando e ti stiamo invitando a guardarci, ma non è la mano che tendi quello che ci interessa ma è ciò che hai nel cuore che è certamente la solitudine”. Questo perché “là dove è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. Perché se il cuore è lì, nonostante i nostri limiti, il Signore non li teme, la grazia agisce, non teme queste cose, nonostante i nostri limiti”. “Papa Leone – ha affermato ancora il Vescovo – sta insistendo molto, in modo particolare con il presbiterio, di rendere operativo il mistero dell’unità che è il progetto di Dio perché in quanto testimonianza, pur dentro le differenze, pur dentro le specificità, pur dentro i particolarismi, pur dentro le nostre fisime mentali, è la testimonianza della verità che ci rende credibili di fronte alla storia. Quella vera. Una fraternità ed unità che è sacramentale che supera le nostre inezie, le nostre piccolezze, le supera perché noi siamo fondati dentro questa unità che è rivelazione stessa della vita intima di Dio che è mistero di comunione, mistero di unità”. Un momento di grazia, per la Chiesa di Lamezia che ieri, dopo la celebrazione del Giubileo insieme alle persone con disabilità, non ha voluto far mancare il suo affetto a Giuseppe, 30 anni, ed Andrea, 25, giunti ad una tappa importante del loro cammino verso il sacerdozio. Giuseppe Bernardini, dopo aver conseguito il diploma in studi umanistici presso il Liceo Classico “Francesco Fiorentino”, ha proseguito i suoi studi all’Unical in Lettere e beni culturali, indirizzo Archeologico, per poi iniziare, nel 2018 la tappa propedeutica presso il Pontificio seminario teologico regionale “San Pio X” di Catanzaro (ora Istituto Teologico Calabro “San Francesco di Paola”), dove ha intrapreso il suo cammino di discernimento e formazione verso il presbiterato, continuando il suo percorso formativo negli studi universitari in Teologia. Andrea Giovanni Cefalà, invece, dopo aver conseguito il diploma in Sistemi informatici aziendali presso l’Ite “Valentino De Fazio”, ha iniziato la tappa propedeutica presso il Pontificio Seminario Teologico Regionale “San Pio X” (ora Istituto Teologico Calabro “San Francesco di Paola”) di Catanzaro dove ha proseguito il cammino di discernimento e formazione verso il presbiterato conseguendo a gennaio il Baccalaureato in Sacra Teologia. The post “Possiate consegnare il vostro tesoro che è Gesù Cristo che cambia le nostre esistenze” first appeared on Lamezia Nuova.

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Il cardinale Prevost è il nuovo Papa, ha scelto il nome di Leone XIV

“Annuntio vobis gaudium magnum; habemus Papam: Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Robertum Franciscum Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Prevost qui sibi nomen imposuit Leonem Deciumun Quartum”. Con queste parole il cardinale protodiacono, Dominique Mamberti, ha annunciato il nome del 267° Pontefice, eletto alle 18.07 al quarto scrutinio durante il 76° Conclave – il più affollato della Chiesa – da 133 cardinali elettori riuniti da ieri pomeriggio in Conclave nella Cappella Sistina. AgenSir The post Il cardinale Prevost è il nuovo Papa, ha scelto il nome di Leone XIV first appeared on Lamezia Nuova.

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Morte Papa Francesco; Chiesa di Lamezia si stringe in preghiera con Chiesa universale

La Chiesa di Lamezia Terme, in questo giorno di lutto della Chiesa universale, si stringe in preghiera per la morte di Papa Francesco, affidando la Sua anima tra le braccia di Dio. A Lui, la Chiesa di Lamezia è anche grata per aver indicato monsignor Serafino Parisi quale suo Pastore. Uomo di Dio che ha attraversato la storia, ponendosi in ascolto senza giudicare, Papa Francesco ci ha insegnato che il Vangelo deve essere vissuto appieno senza, però, perdere di vista i valori cristiani ed il rispetto della dignità della persona. Rimane indelebile, poi, nella memoria di ciascuno quella piazza San Pietro vuota durante i giorni della Pandemia quando, uomo solo, carico di fede, la attraversò per affidare il mondo intero nelle mani del Signore. Risuonano ancora oggi le parole di condanna nei confronti della ‘ndrangheta come non possono essere dimenticati i suoi appelli per la pace nel mondo come accaduto ieri, in quello che è stato il suo ultimo messaggio Urbi et Orbi, sottolineando che “nella Pasqua del Signore, la morte e la vita si sono affrontate in un prodigioso duello, ma il Signore vive sempre e vi infonde la certezza che anche noi siamo chiamati a partecipare alla vita che non conosce tramonto, in cui non si udranno più fragori di armi ed echi di morte”, auspicando che “in questo anno giubilare, la Pasqua sia anche l’occasione propizia per liberare i prigionieri di guerra e quelli politici”. The post Morte Papa Francesco; Chiesa di Lamezia si stringe in preghiera con Chiesa universale first appeared on Lamezia Nuova.

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Morte Papa Francesco; Zuppi: “È un momento doloroso e di grande sofferenza per tutta la Chiesa”

È un momento doloroso e di grande sofferenza per tutta la Chiesa. Affidiamo all’abbraccio del Signore il nostro amato Papa Francesco, nella certezza, come lui stesso ci ha insegnato, che “tutto si rivela nella misericordia; tutto si risolve nell’amore misericordioso del Padre”.Chiedo a tutte le Chiese in Italia che siano suonate le campane delle chiese in segno di lutto e che siano favoriti momenti di preghiera personale e comunitaria, in comunione tra di noi e con la Chiesa universale.   Card. Matteo Zuppi The post Morte Papa Francesco; Zuppi: “È un momento doloroso e di grande sofferenza per tutta la Chiesa” first appeared on Lamezia Nuova.

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Papa Francesco è tornato alla casa del Padre

Alle 7.35 Papa Francesco è morto. A dare l’annuncio il card. Farrell: “Una vita interamente dedicata al Vangelo e alla Chiesa, vissuta con amore e coraggio, specialmente verso i poveri. Lo raccomandiamo all’infinita misericordia di Dio, con immensa gratitudine per il suo esempio”.   AgenSir The post Papa Francesco è tornato alla casa del Padre first appeared on Lamezia Nuova.

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