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PARROCCHIA BEATA VERGINE DEL CARMINE in Lamezia Terme

Dettaglio parrocchia BEATA VERGINE DEL CARMINE in Lamezia Terme

Indirizzo via Materazzo 88046 Lamezia Terme
Festività il Carmine (16 luglio), la Candelora e San Biagio con il contorno dell'imponente fiera del 2 e 3 febbraio, e da qualche anno, la festa di S. Teresina a Piano Luppino (1 Ottobre).
Sito web http://chiesadelcarminelamezia.altervista.org

Descrizione Parrocchia

Dal "Bullarium Carmelitanum", risulta che il convento dei Carmelitani di Sambiase fu fondato il 20 febbraio 1566. Nell'archivio della parrocchia del Carmine è conservata una "Platea" dei beni del Convento, scritta nel 1779, per mano del M.R.P. Maestro e Provinciale Elia Iannazzo con descrizione di fondi rustici, censi e l'orto recintato intorno al convento. Nel corso del settecento il Convento crebbe di importanza e per ben nove volte fu sede del Capitolo Provinciale. Durante gli anni del provincialato di P. E. Iannazzo, nativo di Sambiase, vengono effettuati i lavori della chiesa in stile rococò e l'intervento decorativo del Colelli che imposta l'apparato iconografico della volta dove si esaltano Profeti e Santi Carmelitani. Il Convento fu soppresso da G. Murat a seguito della legge 7 agosto 1809. Tutti i beni dei Carmelitani furono incamerati e, in parte, venduti dai Francesi. Allora i Carmelitani partirono da Sambiase e non vi tornarono più. La chiesa, dal 1820 in poi, fu affidata ai PP. Minimi, che la officiarono fino al 1866, quando anche questi religiosi dovettero allontanarsi da Sambiase. I residui terreni dei Carmelitani, non venduti dai Francesi, furono alienati dal Governo italiano dopo il 1867. Il 16 settembre 1867, l'Amministrazione del Demanio, con regolare verbale, consegnò al Comune di Sambiase la Chiesa e il Convento dei Carmelitani. L'Amministrazione civica utilizzò una parte del Convento a carcere e abbandonò il resto, che ben presto andò in rovina. La Chiesa, invece, continuò a restare aperta al culto, officiata da un cappellano nominato dal Vescovo e amministrata da un procuratore, nominato dal Comune. Il primo gennaio 1924, Mons. Giambro, dopo avere ottenuto dal Comune la piena giurisdizione sulla Chiesa del Carmine, la elevò a parrocchia con il titolo di "S. Maria del Monte Carmelo", dotandola di alcuni fondi rustici, appartenenti alla soppressa parrocchia di S. Domenico di Maida. Il 2 gennaio 1925 il Vescovo nominò il primo parroco del Carmine, nella persona di D. Alfonso Genovese. Questo primo parroco, negli anni trenta, ottenne dal Comune la cessione di una buona parte dei ruderi del Convento e, con offerte dei fedeli, vi costruì un grande asilo infantile, tuttora funzionante. La Chiesa del Carmine è di stile barocco rinascimentale, abbastanza ornato. Come tutte le chiese appartenenti all'Ordine Carmelitano, aveva il terminale della facciata a forma di M., che è la prima lettera del nome della Madonna. Nel 1936, il prospetto del sacro edificio fu modificato con l'attuale facciata di stile romanico. In questi ultimi anni sono stati fatti molti lavori di restauro, "che hanno reso questa chiesa l'edificio sacro più accogliente di Sambiase" (P. Bonacci Scritti lametini.) Una buona parte dei dipinti, che si conservano dentro questa Chiesa, sono del Settecento. I Carmelitani, dopo il disastroso terremoto del 1638, ricostruirono, insieme al convento, anche la Chiesa e l'arricchirono di molte opere pittoriche.Quelle che ancora si conservano, sono: l'apparizione della Madonna a S. Simone Stok; il profeta Elia sul Tabor, è l'imponente "Vinea Carmeli", quattro Santi Carmelitani in altrettante lunette; un affresco che rappresenta l'adorazione dei Magi. Queste pitture, con molta probabilità , sono del Colelli, che fu uno dei migliori allievi di Mattia Preti. Ai lati del vecchio organo, anch'esso restaurato e funzionante, si trovano due pregevoli pitture, eseguite da Giorgio Pinna, recentemente scomparso. Raffigurano il re David e S. Cecilia, che suonano, rispettivamente, l'arpa e la pianocuria. È sua anche la natività  sul presbiterio e gli angeli dell'abside. Un dipinto di pregevole fattura occupa l'ovale laterale e ricorda l'efficace azione pastorale delle suore fondate appunto da S. Giuseppe Cottolengo. Dall'epoca dei monaci carmelitani, che dimorarono a Sambiase fino al 1809, restano pure: una statua di legno, di fattura locale, raffigurante inizialmente la Madonna del Carmine; due poltrone ed un confessionale, ultimamente restaurati e una porticina del Tabernacolo. La grande porta d'ingresso della chiesa è del 1936, e l'antiporta del 1940. Agli anni settanta risale la costruzione della casa canonica e delle opere di ministero pastorale con salone di proiezione, aule per catechismo, sedi per i vari gruppi e attività , nonché attrezzature sportive. Una caratteristica chiesa dedicata a Santa Teresa di Gesù Bambino (con annessi locali), complessivamente di circa trecento metri quadri, è sorta con una sostanziale e decisiva collaborazione degli abitanti del luogo e serve le frazioni di Piano Luppino, Bucolia e Santa Maria.